Raw (fotografia)

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Raw (fotografia)

Messaggio Da Graziella il Mer Mag 14, 2014 11:13 am

Cos'è il RAW?

Per spiegare il raw inevitabilmente bisogna iniziare dall'ABC della fotografia digitale

Allora ...
l'elemento fotosensibile di una macchina digitale è il sensore ovvero l'occhio della fotocamera, questo dispositivo o meglio trasduttore è composto da tanti singoli pixel che sono gli elementi singoli fotosensibili, cioè milioni di piccoli punti che tutti insieme andranno a comporre l'immagine.
Il sensore dovrà fotografare immagini a colori, per questo motivo al suo interno vi saranno pixels sensibili ai tre colori primari che formano poi l'immagine ovvero verde, rosso e blu (RGB).
La disposizione logica di questi tre pixels sul sensore  è stata studiata da E. Bayer nel 1976 e ognuno di questi pixels darà un contributo di energia in funzione di come giunge la luce che lo colpisce

Quindi il raw (che tradotto significa "grezzo") è il formato digitale che "memorizza" su scheda il contributo reale ottico di ognuno di questi pixels ovvero l'esatta quantità di energia che ogni pixels produce. Insieme a questi milioni di dati nel raw vengono anche memorizzati i meta data ovvero le indicazioni dei settaggi della macchina al momento dello scatto e in certi casi anche una piccola anteprima della foto.
Ne consegue che questo formato di registrazione d'immagini è molto complesso dato che possiede milioni d'informazioni e la foto al suo stato originale

Per fare adesso un esempio pratico è come se la foto fosse  un'azienda che costituita di tanti operai (i pixels) ognuno di essi produce qualcosa e l'ufficio del personale possiede le schede personali di ogni dipendente (i meta data) oltre ad un piano lavori che ogni dipendente deve svolgere.
Tutti questi dati sono talmente enormi che da lavorare e gestire dopo che hai scattato la foto richiedono più tempo e più spazio fisico nella scheda di memoria inserita nella macchina fotografica, quindi un grosso lavoro per il fotografo. Quindi si provvede ad una "riorganizzazione dei dati" attraverso un software preposto farà in modo di convertire tutti questi dati analizzando il contributo fattivo di ogni pixels armonizzarlo con gli altri e terrà conto dei meta data per stabilire gli esatti livelli di luminosità , definizione , contrasto, in poche parole è come se stessimo sviluppando e stampando una foto (non a caso il raw è soprannominato negativo digitale), terminata questa operazione c'è anche la compressione ovvero i dati digitali ridondanti vengono eliminati così il formato raw che prima era pesantissimo e ingombrante viene ridotto ad un formato più comodo e snello (j-peg) che ovviamente per contro avrà un possibile perdita di qualità nelle lavorazioni successive, questo formato comunque è visibile correttamente e stampabile.

Morale alla fine di tutta questa spiegazione:


  • il raw rappresenta il massimo qualitativo di una foto nativa e averlo è come se possedessimo i negativi di una volta  (tanto per intenderci)
  • il j-peg è la trasposizione lavorata e stampabile del raw , formato comodo per essere , visto, stampato e trasmesso
  • in un servizio di matrimonio avere il fotografo che scatta in raw è sicuramente un punto di qualità elevato perché sta utilizzando un formato nativo che gli consentirà poi di effettuare lavorazioni di ottimizzazione della foto senza degrado dell'immagine


Fonte:IlClaudio
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