Confetti: storia, numeri e colori

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Confetti: storia, numeri e colori

Messaggio Da Paola il Lun Mag 12, 2014 7:00 am

La storia: dalle origini ai nostri giorni

Il confetto è la pralina per eccellenza, è sempre presente, in colori diversi, in tutti gli eventi gioiosi dell’uomo, dalla nascita al battessimo, dalla comunione al matrimonio e, vestito di rosso è protagonista anche nelle feste di lauree, insomma, non c’è festa senza confetto.

Paradossalmente, dalla storia si apprende che il primo confetto, inventato da un arabo Al Razi, avesse un significato tutt’altro che festivo, infatti, veniva usato a scopo terapeutico, al fine di rendere il medicamento più gradevole, fu solo nel 1200, che il confetto si fece strada come “i granelli delle feste”.

Certamente i confetti a quell’epoca non erano prodotti con gli stessi ingredienti di oggi, nulla si sapeva dello zucchero e del suo potere dolcificante fino al tardo 400 quando fu finalmente apprezzato in seguito alla sua scoperta, divenendo protagonista impareggiabile nella dolcificazione e relegando al miele un ruolo marginale.

I confetti, a quell’epoca realizzati con anime di mandorle, anici, semi di coriandolo, ricoperti con miele indurito, erano molto apprezzati dalla famiglie nobili, le quali erano solite conservarli in preziosi cofanetti e pare che fu proprio questa usanza due secoli più tardi a dare origine alla bomboniera.

Nell’impero bizantino, invece, vigeva l’usanza di gettare questi dolcetti dalla forma increspata, dai balconi nobiliari sul popolo durante i festeggiamenti e forse è proprio da questa usanza che nasce la nostra tradizione di gettare i confetti agli sposi all’uscita dalla chiesa come simbolo di buon augurio.

Ma se facciamo ancora dei passi indietro nella storia secondo alcuni questi “granelli delle feste” esistevano addirittura in epoca romana, i Romani erano soliti usare questi dolcetti per festeggiare le nascite e i matrimoni e di fatto ne troviamo tracce negli scritti riguardanti la famiglia dei Fabii ( V secolo a.C.) e negli scritti di Apicio ( 14- 37 d.C ) amico dell’imperatore Tiberio.

Citati nella letteratura francese del XIV e non solo, ne troviamo ampia testimonianza nella letteratura italiana : in una novella del Boccaccio, in un sonetto di Folgore di S.Gimignano, altri come il Manzoni, il Leopardi, il Carducci, il Verga, il Pascoli e D’annunzio citano i confetti, intendendo per questi “frutti sciroppati”come dolci che arricchiscono pranzi importanti e cerimonie solenni.

Apprezzati da diversi personaggi storici da Napoleone a Luigi XIV, dalla regina Elisabetta fino al noto drammaturgo scrittore tedesco Goethe che regalò uno scrigno colmo di confetti alla futura moglie.
Documenti del ‘300 riportano di "anici confecti" fra i dolci offerti dalle autorità religiose e civili durante i festeggiamenti, dell' Opera di S.Jacopo, in onore del santo patrono S.Jacopo.

Nei ricevimenti di alto rango, dell’Italia rinascimentale, era costume imbandire le tavole con coppe colme di confetti: zucchero e spezie, erano già indicativi di uno status sociale elevato, ma il confetto contribuì ancor di più a distinguere la tavola signorile.

In Italia la fabbricazione dei confetti, iniziò a Sulmona nel XV secolo che tuttora è considerata la patria mondiale del confetto e, dove oggi si può visitare il “museo dell’arte e della tecnologia confettiera”.
Sempre in Italia, ad Andria, la fabbrica Mucci ha dato vita al Museo del Confetto dove poter apprezzare le eccelse capacità confettiere.

La parola confetto deriva dal latino confectum, participio passato di conficere che vuol dire letteralmente preparato, confezionato.

I confetti bianchi erano ben noti già nel 1500, mentre i confetti colorati fecero la loro prima apparizione intorno al 1820.

Fonte: http://www.matrimoniopuglia.com



Attualmente i confetti vengono distribuiti, già confezionati in sacchetti, ma la tradizione vuole che la sia la sposa accompagnata dallo sposo al termine del ricevimento, a distribuire con un cucchiaio d’argento i confetti sciolti ( e rigorosamente bianchi) disposti su un vassoio elegante e d’argento o in un cesto.

Se si preferisce distribuire i confetti in sacchetti già confezionati, l’importante è che siano di numero dispari, generalmente il numero di confetti presenti è 5 ma non è una regola.
Anche il numero comunque ha un significato:

5 confetti rappresentano: fertilità, lunga vite, salute, ricchezza e felicità;

3 confetti simboleggiano: la coppia e il figlio;

1 confetto si riferisce invece, all’unicità dell’evento


Fonte: http://www.confettidisulmona.net




Numeri e colori...


Bianchi per matrimonio, prima comunione, cresima (gialli per il secondo matrimonio)
Azzurri o Rosa per il battesimo
Verdi per fidanzamento
Rossi per laurea o compleanni
Rosa per nozze di cotone (1. anniversario)
Fuxia per nozze di seta (5. anniversario)
Giallo per nozze di stagno (10. anniversario)
Beige per nozze di porcellana (15. anniversario)
Giallo sole per nozze di cristallo (20. anniversario)
Argento per nozze di argento (25. anniversario)
Acquamarina per nozze di perle (30. anniversario)
Blu per nozze di zaffiro (35. anniversario)
Verde per nozze di smeraldo (40. anniversario)
Rosso per nozze di rubino (45. anniversario)
Oro per nozze d'oro (50. anniversario)
Avorio per nozze d'avorio (55. anniversario)
Bianco per nozze di diamante (60. anniversario)

Fonte: http://it.wikipedia.org
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Re: Confetti: storia, numeri e colori

Messaggio Da florencia il Mer Ago 12, 2015 12:15 pm

A me i confetti non piacciono, proprio di gusto (sarò strana??Wink) e anche poco come tradizione. Un regalino agli invitati: si ma o utile o scherzoso/simbolico. Infatti sto pensando con il mio fidanzato di dare le foto stampate, un po' personalizzate... magari con un confetto attaccato che altrimenti mia mamma non capirà ;-)
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